Febbraio 2019

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L’IO OBESO

Non so esattamente quanti pantaloni ho nell’armadio.  Non molti, rispetto al resto. Sopratutto jeans. Molti sono veramente datati… Preferisco comprare vestiti. Non stringono, sono più comprensivi. Forse per questo risultano più femminili. Ci sono ragazze che con un jeans e una scarpa col tacco a stiletto potrebbero partecipare ad una cerimonia. Io ho sempre la sensazione di essere vestita per portare il cane al parco, pur non avendo ancora una cane… Questione di stile! Con i pantaloni non è possibile mentire. Se non si allacciano non c’è scusa.  Scegliere la taglia da provare è un dilemma amletico, una scommessa con se stessi.  Per aggirare la preoccupazione legata all’acquisto in pubblico ho lentamente optato per lo shopping on line. Prevalentemente marche conosciute per non fare pasticci con le misure. Il problema è che sono sempre tentata di scegliere modelli più grandi, larghi, comodi, esagerati.  La consapevolezza conquistata negli anni mi impedisce di…

IL FATTORE SODDISFAZIONE

Soddisfazione. Piacere. Gusto. Desiderio. Persone diverse associano a questi termini sensazioni e immagini differenti. Chi ama il cibo, così come chi lo detesta per quanta forza esercita sulla propria volontà, pensa subito a qualcosa di succulento e buono da mangiare. Molto buono. Finché riesce a percepirne veramente il sapore. Se il piacere è infatti un sentimento o una sensazione conseguente alla percezione di una condizione auspicabile, fisica o psicologica, che induce in uno stato positivo, la ricerca ossessiva di questo piacere diventa un modo per uscire da uno stato di disagio, non più un modo per migliorare la propria condizione di benessere.  E’ qui che spostiamo le lancette passando dal desiderio al bisogno. Dal piacere alla dipendenza. Come possiamo alimentare il nostro appagamento nei confronti del cibo per goderne appieno senza esserne divorate? Io ho provato con la Mindfulness! Portai alle labbra un cucchiaino di tè,  in cui avevo inzuppato un…

DIAMOCI UNA MOSSA!

Il mio rapporto con il movimento, lo sport o l’attività fisica  è  cambiato con il tempo in modo significativo. Poco è rimasto della bambina paffutella che sceglieva con entusiasmo l’attività invernale per poi soffrire ogni volta che si presentava l’appuntamento settimanale. Fino a qualche anno fa, quindi per un LUNGHISSIMO periodo, qualsiasi situazione comprendesse una tuta, un paio di scarpe da ginnastica e un minimo di sforzo fisico, tutti concentrati nella stessa ora, mi causava un’iperventilazione, emicrania e l’esatta percezione di tutti i sintomi dell’influenza. Immediatamente l’idea di uscire per andare in palestra mi evocava immagini di sudore, fatica, sacrificio, dovere, dimagrire, ciccia, aiuto…!!! Ogni volta che iniziavo una dieta c’era qualcuno che mi diceva: “Guarda che non basta mangiare meno, bisogna muoversi di più!” Poi c’era il periodo in cui decidevo di donare fondi alla palestra del momento e a quel punto mi dicevano: “Non è sufficiente sudare…

LA MIA COCCOLA PREFERITA (PER ORA)

La mia coccola preferita in questo momento sono i massaggi. Si, per ora. Perché di coccole ce ne sono tante e ho intenzione di provarle tutte. Ho sempre pensato di iniziare a farmi fare dei massaggi. Di solito capitava a fine estate, tra i buoni propositi per l’inverno.  Quando mi ritrovavo al mare, pigramente distesa, con la crema da spalmare come protezione per il sole o come rimedio per la pelle secca e poca voglia di farlo. Quando venivo sorpresa dalla certezza della mia cellulite in foto rubate sul bagnasciuga. Quando ancora non ero guarita dai momenti di ‘da domani a correre all’alba, crema tutte le sere, dieta detox, mi iscrivo in palestra, niente vino e prenoto trattamenti estetici settimanali’. Niente vino: chi ci crede! Tornavo a Milano, venivo rapita dalle routine consolidate e non avevo mai voglia di chiedere, cercare, trovare. Alla fine me ne dimenticavo e senza troppo dispiacere.  Quando a…

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