DIAMOCI UNA MOSSA!

 

Il mio rapporto con il movimento, lo sport o l’attività fisica  è  cambiato con il tempo in modo significativo.

Poco è rimasto della bambina paffutella che sceglieva con entusiasmo l’attività invernale per poi soffrire ogni volta che si presentava l’appuntamento settimanale.
Fino a qualche anno fa, quindi per un LUNGHISSIMO periodo, qualsiasi situazione comprendesse una tuta, un paio di scarpe da ginnastica e un minimo di sforzo fisico, tutti concentrati nella stessa ora, mi causava un’iperventilazione, emicrania e l’esatta percezione di tutti i sintomi dell’influenza.
Immediatamente l’idea di uscire per andare in palestra mi evocava immagini di sudore, fatica, sacrificio, dovere, dimagrire, ciccia, aiuto…!!!

Ogni volta che iniziavo una dieta c’era qualcuno che mi diceva:
“Guarda che non basta mangiare meno, bisogna muoversi di più!”
Poi c’era il periodo in cui decidevo di donare fondi alla palestra del momento e a quel punto mi dicevano:
“Non è sufficiente sudare sette camice: devi mangiare di meno.”
Presa dal dilemma, riflettevo su quale potesse essere il programma di allenamento più efficace durante una dieta, stesa sul divano con un cioccolatino.

Da allora ho smesso di iscrivermi in palestra anche se, come la dieta, ogni tanto sbircio qualche abbonamento. Più per abitudine che per convinzione. Come leggere ogni tanto una rivista di gossip dal parrucchiere sapendo di annoiarti alla terza pagina e che per questo non la comprerai mai.
Ho provato a correre. Perché a Milano è pieno di gente che corre! Ho sempre fatto una gran fatica, sia al parco che a casa sul tapis roulant. La musica che mettevo per correre mi stressava e mi faceva vivere l’esperienza come interminabile. Alla fine ero soddisfatta e motivata, quindi andavo avanti per un po’, ma trovavo mille scuse per occuparmi il tempo e rendere impossibile l’allenamento previsto. Quindi, dopo un po’, smettevo.

Poi mi parlano dello stile di vita fisicamente attivo e la mia percezione del fiato che emette suoni esoterici durante il secondo chilometro di corsa svanisce come nebbia che si dirada scoprendo un cielo azzurro.

Gli americani, popolo afflitto dal problema dell’obesità, hanno capito prima di noi che con la restrizione alimentare programmata e imposta non si riduce il problema del sovrappeso.
Parallelamente l’industria del fitness sembra non rivolgersi affatto a chi ha seriamente bisogno di svolgere attività fisica e dimagrire.
Qual’è allora il modo per non soccombere?
“Tutti gli adulti dovrebbero accumulare almeno 30 minuti di attività fisica quantomeno di moderata intensità preferibilmente tutti i giorni della settimana”.
Ok. Dov’è la magica rivelazione?
La novità è che lo stile di vita fisicamente attivo permette una grande gamma di opzioni per aumentare l’attività fisica quotidiana.
Non deve essere fatto necessariamente in palestra o in qualche altro posto speciale.
Non occorre farlo ad alta intensità (dimenticatevi il fiatone asmatico).
Non occorre sia fatto tutto in un’unica sessione.
Godendo della fortuna di trascorrere l’estate al mare ho abbandonato l’ebrezza della vanità di provare a far parte del gruppo dei runners ed ho iniziato a fare lunghe passeggiate sulla spiaggia.
Molto presto al mattino, di buon passo.
L’obiettivo con cui sono partita era quello di camminare almeno 40 minuti. Sono arrivata a percorrere 11 km e a tornare a casa non per stanchezza ma per senso del dovere…
Ho riascoltato tutta la musica della mia infanzia, dell’adolescenza e del vent’anni.
Oggi il movimento ha per me un altro sapore.
Sono diventata fisicamente attiva e preferisco camminare per lunghi tragitti piuttosto che prendere i mezzi (la macchina a Milano è praticamente impossibile). Non posso considerarmi una sportiva ma pratico yoga ormai da tre anni un paio di volte la settimana ed ho raggiunto risultati che hanno stupito soprattutto me e quella che ero tanti anni fa. 
Ho scelto di camminare e non esco più controvoglia, non sono schiava del contapassi e non cerco più di capire la proporzionalità fra la strada calpestata e la dimensione delle mie cosce. Sono libera di godermi l’aria, il sudore e la stanchezza e di provare la sensazione di gambe felici di lavorare. Sento che mi fa bene e questo mi basta. 
Quello che mi fa bene, che mi piace e mi diverte non necessariamente deve far dimagrire.
Sembra un concetto ovvio ma per molto tempo non è stato così. Chi ha provato queste sensazioni so che comprende ciò che voglio dire. Quando sembra che ogni sforzo debba avere come obiettivo il raggiungimento del peso ideale, altrimenti non serve impegnarsi tanto. Oggi lo sforzo di salire sulla testa serve a farmi sentire che ce la posso fare. Che la pratica e la costanza portano buoni risultati. Che il mio corpo è favoloso se lo lascio esprimere e non lo condiziono nell’ossessione di volerlo diverso.
E allora come si fa a sapere che ci stiamo muovendo bene?
L’indicatore più efficace è la soddisfazione e il piacere che si provano mentre si compie un’attività.

Ecco alcuni suggerimenti per rendere il vostro stile di vita attivo:

A CASA

  • Ridurre l’uso di energia elettrica, usare l’energia del corpo (ore e ore trascorse al computer o davanti ad uno schermo: passeggiare, uscire, giocare)
  • Fare più volte le scale
  • Giardinaggio
  • Fare le pulizie
  • Lavare l’auto a mano
  • Ballare anche con la musica della pubblicità
  • Aumentare l’attività sessuale

AL LAVORO

  • Usare le scale al posto dell’ascensore: se lavorate al 12° piano potete sempre scendere al 10° o prenderlo al 3° piano… Non ci sono scuse!
  • Sollevare il corpo sulla sedia quando si è seduti per molto tempo
  • Approfittare della pausa per passeggiare 5 minuto magari andando a prendere un caffè in un altro piano

NEGLI SPOSTAMENTI

  • Usare l’auto il meno possibile
  • Preferire la bici
  • Se si usa l’auto parcheggiare almeno a 500 metri di distanza dalla meta
  • Se ci si sposta a piedi, allungare il percorso con qualche deviazione
  • Andare a piedi ad assaggiare un pasticcino in un’ottima pasticceria appena aperta anche se non proprio a portata di mano

Leave A Reply

Navigate