I REGALI DI BABBO NATALE

Ho definitivamente archiviato il Natale, la Befana e tutte le feste. 

Sicuramente faranno presto capolino addobbi last minute che ho dimenticato di togliere; li riporrò nel ripostiglio di casa in attesa di accompagnarli gentilmente in cantina con il resto della banda, poi li dimenticherò e saranno appesi per primi il prossimo novembre. Si, ho detto proprio novembre… 
Confesso, sono una fanatica del Natale. Il mio albero è uno dei più grandi che io abbia mai visto in soggiorni a misura d’uomo e l’entusiasmo che mi procura il guardarlo acceso è pari alla fatica di montarlo e riempirlo di luci. Di solito 8 fili. L’essenzialità non è il mio forte!

Quindi ogni anno mi faccio coraggio e lo monto prima. Obbligatoriamente almeno una settimana prima del Ringraziamento che cade il quarto giovedì di novembre.

Nonostante questa passione sfrenata il 6 gennaio il discorso cambia e vedere l’albero la mattina del 7 mi deprime e mi fa sentire trasandata, poco organizzata, pigra e brutta (=sensazione, quest’ultima,  spesso generata da un malessere interiore più che esteriore).

Quindi, Natale archiviato. Regali cambiati. cosa resta di queste feste?
I ricordi? Più o meno quelli dello scorso anno.
Le foto? Erano tutti troppo occupati a mangiare. Poi detesto guardare le mie!!!
I doni? Carini, grazie! Ma il mio cuore batte già per i saldi.
Il pandoro? Finito. (Sigh)

E allora? Ovvio, i chili che ho preso raddoppiando l’intake calorico quotidiano! 

Ora, ci tengo a chiarire che io non ho studiato per diventare nutrizionista, dietologa o dietista (ma se volete vi parlerò della differenza). Quindi tutto ciò che dirò non potrà essere usato contro di me né contro di voi. Quello che voglio fare in questo post, in questo blog, è condividere tutta la mia esperienza di diete, di contatti con persone che pensavano che dimagrire fosse il segreto per raggiungere la felicità. Di segreti e d’illusioni. Di false speranze e piccoli aiuti realistici. Voglio raccontarvi quello che ho scoperto sulla mia pelle, di come sono passata da una taglia 48 ad una 42  (44 dopo cena) dopo aver giurato a me stessa che non avrei più seguito una dieta in vita mia e voglio condividere tutto quello che ho approfondito studiando (se volete, date un’occhiata alla mia bio). 

Volete sapere cosa farò per permettere al mio corpo di riprendersi dopo la maratona di cibo?

Prima di tutto cucinerò di più.
Spesso la prima cosa che ci viene in mente è quella di tagliare drasticamente le quantità e il numero dei pasti o prediligere un tipo di nutriente escludendone completamente un altro. Saltare il pranzo, mangiare solo insalata o abbandonare per settimane i carboidrati. 

Questo permette di perdere peso? A volte. Di non riprenderlo? Quasi mai possibile. Bilancio dopo un paio di mesi? Il peso è lo stesso, il metabolismo è rallentato e forse abbiamo perso qualche amico per strada perché siamo stati intrattabili causa nervosismo da deficit di zuccheri (ci sono zuccheri e zuccheri…).

Io preferisco dedicarmi alla cucina, evitare fast food, panini, formaggi, affettati confezionati e tutte le preparazioni superveloci che aiutano la gestione dei pasti ma penalizzano il gusto e ci fanno ingurgitare una quantità di cibo superiore a quella di una pasto scelto, curato e preparato. Scegliere vellutate e minestroni di verdure accompagnate da una piccola quantità di cereali integrali (pasta, riso, farro, quinoa, orzo, pane, etc.) e una ancor più piccola porzione di proteine (carne, pesce, uova, latticini ma anche legumi, soia, tofu, seitan). Usare spezie che danno sapore e arricchire tutti i piatti con verdure croccanti e di stagione.

Variare tutti gli alimenti, il tipo di cereale, i colori delle verdure, la componente proteica del piatto.

Avete mai messo il peperoncino nei broccoli? Delizioso. E la curcuma nei cavolfiori? Ottima. Ho assaggiato come accompagnamento ad un bicchiere di vino  una piccola porzione di farro con le verdure. Il farro era condito con il curry, forse messo nell’acqua di cottura: una specialità!

A proposito del vino, della birra e degli alcolici in generale, proverò a lasciarli nelle bottiglie per qualche giorno! Mi concedo un bicchiere solo in occasioni particolari, per festeggiare un momento speciale o se mi capiterà sotto mano un vino particolarmente prelibato.

Berrò un sacco di tisane di cui non conosco le proprietà specifiche ma mi permettono di assumere liquidi quando faccio più fatica a bere i consigliati 2 litri di acqua al giorno. Inoltre le trovo buonissime e mi danno la coccola serale. Non mi coccolano con la stessa passione della cioccolata, ma credo che nemmeno un quadrato di quella fondente possa fare poi così male, basta sceglierla con almeno il 70% di cacao.

Non salto mai la colazione. La scelgo con cura e voglio che mi piaccia moltissimo. Non mangio biscotti. Mai. Preferisco pane (integrale) con marmellata e un pezzetto di formaggio o con avocado e salmone. Fiocchi d’avena reidratati nel latte con frutta secca e fresca. Ma anche yogurt, spremute. L’importante pare sia preferire un pasto che contenga tutti i nutrienti fondamentali: proteine, carboidrati e grassi. 

Altra cosa fondamentale: devo aumentare l’attività fisica! Se nonostante l’agnello fritto di mia zia, i tortellini in brodo e la crema al mascarpone quest’anno sono riuscita a limitare i danni, è grazie alle passeggiate in riva al mare prima e quelle in montagna dopo. Niente di troppo faticoso: una mezz’ora al giorno di media per un totale di 150 minuti a settimana come ci consiglia l’Istituto Superiore di Sanità. Altri parlano di 10.000 passi al giorno. Io un paio di App le ho scaricate, e ogni tanto mi guardo a quanto sono arrivata… (Cercate qui, io mi fido di lui!)

Ricordiamoci che le feste sono un momento di convivialità e di piacere: è controproducente evitarle o vivere il momento dei pasti con ansia. Godiamoci il piacere della tavola con la stessa serenità con la quale possiamo prestare attenzione a cosa mangiare a vacanze concluse. Non è necessario rinunciare e privarsi di qualcosa: non siamo programmati per soffrire. Scegliamo gli alimenti con cura sapendo di cosa ha bisogno il nostro corpo e impariamo piuttosto ad ascoltare i messaggi di fame, sazietà o golosità. Ricordiamoci che siamo una macchina molto raffinata, che sa accelerare quando il carburante è molto ricco e rallentare quando scarseggia, sappiamo mantenere l’omeostasi anche quando lo tsunami calorico ci travolge a patto che l’onda arrivi solo in occasioni sporadiche e circoscritte!

Se l’eccesso diventa la regola allora il nostro sistema va in cortocircuito e il discorso si fa più complesso. 

Quindi da oggi niente dieta, tanta acqua e tisane, verdure colorate e cereali integrali.

… a meno che non vi invitino a cena in un ottimo ristorante, non abbiate un bisogno emotivo di pizza e coperta davanti ad un film strappalacrime o non vi regalino una bottiglia di barolo da bere in bicchieri giganti avvolte in morbidi maglioni di cashmere sentendosi Olivia Pope!

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