TENTAZIONI DA SCEGLIERE A PRIMAVERA

I bomboloni di Carnevale, che siano preparati da me o da altri, sono veramente favolosi. Così come le zeppole, le chiacchiere e tutte le fritture mascherate da dolcetti piccoli e innocenti.
A smascherarli basta il senso di gonfiore, qualche brufoletto da cattiva digestione e la sensazione di dover correre ai ripari.
Come le piante che silenziose germogliano sotto la neve, anche in noi si avverte lo sbadiglio del corpo che sta per risvegliarsi in primavera. Se non lo aiutiamo nel modo migliore trascorreremo tristi mesi piangendo lacrime di coccodrillo e invocando la dea del metabolismo veloce.
Ma possono convivere la frittura e l’attenzione per il corpo senza alternare privazione a ingordigia?
Io ne posso esserne la prova…
Sono nata in una pasticceria. Nel senso che i miei genitori avevano il Gran Caffé Pasticceria Mandolesi e lo hanno gestito fino al 1988, salvando la mia adolescenza da zucchero, burro e pan di spagna ma non dalla morbidezza di un sovrappeso accettabile ma costante ormai conquistato.
I dolci di Carnevale mi fanno pensare ai miei pomeriggi di passaggio al bar, o meglio, dietro al bancone del bar, quando venivano posizionati grandi contenitori di plastica trasparente accanto al registratore di cassa, all’inizio della lunghissima vetrina di paste, biscottini di frolla e mignon ripieni di meraviglie.
Il loro utilizzo di solito coincideva con una festività particolare per conservare i dolcetti che l’accompagnavano. Per questo c’erano le fave dei morti da metà ottobre ai primi di novembre, i cioccolatini a forma di ovetto a cavallo delle vacanze pasquali e i dolci di carnevale tra febbraio e marzo.
Io li aspettavo come il gatto Tom attende che Jerry giri l’angolo per sorprenderlo.
Con i sensi di colpa che hanno sempre accompagnato il mio rapporto con il cibo e con le mie forme generose, non mi davo mai il permesso di esultare del loro arrivo, né di chiederne ufficialmente una porzione da tenere magari per merenda o per la colazione del mattino. Non sia mai!
Quindi l’unico stratagemma possibile era quello di convincermi che ne avrei presi giusto un paio (per tipo) e ne sarei stata felice, appagata e soddisfatta. Ma ero la me di allora, non quella di oggi!!!
Quindi iniziavo le mie sfilate quotidiane sulla pedana del bancone dei dolci verso quella della macchina del caffè e ritorno. Ad ogni passaggio davanti alla teca la mia mano s’infilava furtivamente per rubare palline di pasta morbida ricoperte di zucchero e Alchermes, zeppole sottili ripiene di crema e piccole castagnole al profumo di limone. Quanti ricordi!!!
Poi arrivava la primavera.
Il sapore dolce in bocca lasciava il posto all’amarezza che provavo quando mia madre mi sgridava perché non potevo più indossare i vestiti dell’anno precedente. Alle mie coetanee diventavano corti o stretti di spalle. A me non si allacciavano sulla pancia!
Sarà stata colpa delle frittelle, delle uova di Pasqua, del metabolismo lento o della golosità. Fatto sta che la sensazione di errore e sconfitta la sento ancora in bocca più di qualsiasi altra cosa.
E’ stata la motivazione a 1000 diete , 100 iscrizioni in palestra, 10 tentativi di dimagrimento drastico e 1 unica saggia decisione: smettere di lottare contro.
Contro i dolci, contro i chili, contro i vestiti. Contro un corpo che avrei voluto diverso.
Sono cambiata e ho iniziato a vivere in favore dei cambiamenti, delle buone abitudini, della cura di sé e del rispetto dei tempi. 
Oggi vorrei farvi conoscere alcuni dei piccoli trucchi che mi hanno aiutato negli anni.
Non ad avere un corpo da modella, intendiamoci!
A non ingrassare più in maniera incontrollata, a non alternare diete ad abbuffate, a mantenere il mio peso pressoché uguale negli anni e a trovarmi ogni tanto con qualche chilo in meno senza aver fatto nulla. Non è una leggenda! Può accadere veramente!.
Ecco allora cosa possiamo fare tutti per migliorare la qualità della nostra alimentazione e volerci più bene.
Come vi raccontavo sopra non ho rinunciato a dolcetti e fritture. Tuttavia ho preferito farli io, per essere sicura dell’olio e della farine.
Non sono una praticante severa ma preferisco evitare quando posso le farine bianche, troppo raffinate e industriali. La classica 00 per intenderci. A casa tengo sempre la 1 e la 2. Possibilmente integrali (ma non in questo caso).  Per quanto riguarda l’olio, friggo con quello d’arachide. Ha un punto di fusione alto quindi meno nocivo di altri. Il male assoluto credo sia quello di semi vari: evitatelo!
Quindi mi sono tolta la voglia, non facendo troppi complimenti sulla quantità, ma una volta sola.
Una strategia utile per evitare di sovraccaricare i pasti e tagliare le calorie è scegliere soltanto una proteina per volta. Se mangio il pesce (“Anche una vongola fa proteina” minacciava una delle mie molte dietologhe…) non assaggio nulla che abbia carne, uova o formaggi. Le proteine vegetali come i legumi, le consumo solo con cereali (pasta, pane, farro, riso, orzo) e verdure. Anche se decido Di farmi un panino scelgo pane integrale e hummus di ceci o prosciutto o formaggio: mai insieme!
Non mangio più biscotti e frollini. li digerisco male, sono troppo dolci, poco nutrienti e dopo due ore ho fame di nuovo.
La colazione ideale nei miei periodi detox ha tre possibili alternative:
  1. Fiocchi d’avena integrali reidratati nel latte vegetale (soia, riso o avena), un frutto tagliato a pezzetti ( kiwi, fragole, banane, mirtilli o more sono i miei abbinamenti preferiti) e una decina di mandorle, nocciole o anacardi.
  2. Pane integrale con un velo di marmellata e ricotta fresca, magari accompagnato da una spremuta.
  3. Pane integrale con avocado schiacciato e salmone per le mattine in cui ho tempo, ho bisogno di carica e di una vera colazione (e di una coccola) nutriente.
Alternare molto i cereali.
Una volta vi parlerò del perché li preferisco integrali, ma in generale credo che la cosa importante sia scambiarli spesso. Mangiare sempre pasta vuol dire consumare solo frumento. E’ come se mangiassimo solo carne bianca come secondo piatto o soltanto mele e carote: sicuramente scelte sane, ma ci verrebbero a mancare tante altre sostanze importanti! Il corpo ha bisogno di carboidrati tutti i giorni, ma è importante sceglierli con cura e imparare a preparare e mangiare anche farro, quinoa, avena, segale e tanto altro ancora. La natura è ricca e generosa!
Ora il tasto dolente: quali sono le tentazioni alle quali è meglio non cedere?
Secondo il libro su La dieta SMART FOOD, scritto in collaborazione con lo IEO di Milano sui cibi che proteggono e quelli che danneggiano l’organismo (tra i primi ci sono le fragole e la cioccolata fondente!!!), gli alimenti che sono da limitare, se non evitare (ma noi non siamo così drastiche) sono:
  • Salumi e affettati industriali
  • Carne rossa
  • Alimenti confezionati ricchi di sale (anche i dolci industriali spesso lo sono!)
  • Prodotti industriali altamente energetici come biscotti e merendine 
  • Bevande zuccherate
  • Alcolici
Detto ciò, si può tener presente che non ci fanno bene e non devono costituire il nostro cibo quotidiano. Ma poi, detto tra noi, veramente vi piacciono le merendine? Hanno le calorie di una fetta di crostata e in due morsi sono finite. Se ho fame e ho bisogno di mangiare qualcosa dovrei comprarne una scatola! Molto meglio yogurt e frutta secca, una fetta di pane integrale con qualcosa sopra, un gelato alla frutta o un pezzo di cioccolata!
E al vino non rinuncio! dicono che le donne possono berne un bicchiere al giorno e gli uomini due. Ma io lotto per la parità! Sempre!

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