I MAGNIFICI 5

Dopo un weekend di formazione in Accademia della felicità la settimana inizia con entusiasmo e passione. Ho la sensazione di percorrere la strada giusta, la motivazione alle stelle e la gratitudine di condividere questo percorso con tante donne favolose che capiscono esattamente come mi sento.

Siamo una classe interessata, incline al riso e con un’insaziabile voglia di saperne di più.

Ormai il nostro mantra è

“Ci sarebbe un libro con cui approfondire questo argomento?”

E un libro c’è sempre!

Noi lo compriamo, lo scambiamo, lo condividiamo e creiamo gruppi di lettura che diventano un pretesto per condividere la vita e rafforzare la nostra amicizia.

Ultimamente ne ho comprati molti e letti di più. Mi impongo di resistere, perché non smetterei mai di soddisfare la mia fame di nozioni, suggerimenti, idee che mi aiutino a comprendere come essere efficace con le donne che mi chiedono aiuto per risolvere aspetti diversi della loro relazione con il cibo.

Mi sono fermata a pensare a quando tutta questa ricerca ha avuto inizio, a quali sono stati i libri che prima di altri mi hanno ispirato e hanno contribuito a far crescere in me la sensazione che le diete dimagranti non fossero la reale soluzione al problema di un’alimentazione eccessiva e ancor meno alla fame emotiva.

Il primo tra tutti è stato un romanzo. Una biografia.

E’ la storia di una donna e della sua ossessione, sottile ma costante, nei confronti dell’immagine corporea, dello specchio e del rapporto con il cibo. Il racconto di una vita che oscilla con la costanza snervante di un metronomo tra il desiderio ossessivo di un corpo perfetto e la voglia di accettarsi per quello che si è, liberandosi dal presunto giudizio del mondo.

Quanti momenti come quello mi ero persa fissando accigliata il mio profilo in qualche vetrina? Erano anni, anzi, decenni, che mi distruggevo mentalmente, ossessionata da me stessa, quando invece la bellezza e lo splendore della vita erano al di fuori di me, dei miei pensieri, del mio corpo.

Riguardando questo elenco di pietanze e ricordi, sembrava evidente che i pensieri positivi sul cibo fossero connessi con l’amore e il successo. Anche i pensieri positivi sulla vita erano connessi con l’amore e il successo. E se A è uguale a C e B è uguale a C, allora anche A deve essere uguale a B.

Il cibo era vita.

Invece io avevo sempre pensato al cibo come alla Mortifera Falce.

Nancy aveva ragione. Gli ingredienti veri non mi avrebbero uccisa. Al contrario, il burro vero e la felicità vera mi avrebbero solo resa più forte.

Per quanto mi riguardava, la mia teoria trovava riscontro nei fatti. I chili in eccesso erano l’equivalente fisico di ferite, insulti, delusioni e risentimenti accumulati nel passato. Una volta allontanati dalla mente e dall’anima, li avevo eliminati anche dal corpo. Mi ero purificata. Avevo espulso dall’organismo la rabbia, il senso di colpa e la vergogna di una tempo, sostituendoli con una buona dose di consapevolezza. Ero convinta che tutte – e ripeto tutte – le donne potessero raggiungere il loro peso vero, quello geneticamente predeterminato, in vari modi:

1)smettendo subito di fare diete;

2)zittendo la voce ipercritica dentro di sé;

3)perdonando chiunque avesse contribuito a forgiare la loro immagine corporea negativa;

4) andando in palestra quattro volte la settimana.

Il secondo libro ha un titolo che può sembrare banale e un’immagine poco curata ma è veramente interessante. Come ci insegna la filosofia buddista bisogna imparare a guardare le cose con la mente del principiante e tacitare il giudizio che condiziona la nostra possibilità di scoperta…

Mimi Spencer promette che passo dopo passo è possibile scoprire:

-Come smettere di giudicarsi e cominciare a vivere

-Come mangiare di più e pesare di meno

-Come vestire abiti che snelliscono e apparire stupenda

-Come cambiare la forma mentale per cambiare la forma fisica

-Come mettere al bando la depressione da ciccia e trovare l’equilibrio del corpo

-Perché mettersi a dieta sia il problema, non la soluzione.

Non posso dire che questo libro possa risolvere tutti le difficoltà legate alla percezione di sé e alla dipendenza da diete, ma è stato un buon inizio!

Entrando in modo diretto sul cibo e sulle diete ho trovato il libro di Patrizia Bollo, docente all’Università statale di Milano, utile e realistico.

E innovativo, sorprendente e rassicurante sapere che esiste un’esperta di nutrizione a Milano che prepara torte al cioccolato, che sottolinea l’assurdità del concetto di peso ideale, che ci ricorda che mettersi a dieta è un tentativo di trasformazione del corpo e dei suoi equilibri e che farlo con leggerezza può essere inefficace e controproducente.

La prefazione del libro è stata scritta da Allan Bay…

Il metodo rivoluzionario che ha convinto anche Oprah Winfrey, per molto tempo dedita a sperimentare diete di ogni tipo e attualmente sostenitrice dell’accettazione del corpo reale e della serenità che ne consegue, è descritto in questo libro:

A volte la gente dice: <<Mi piace mangiare, ecco tutto. Sono golosa! Perché non può essere così semplice? Mangio troppo perché mi piace il cibo>>.

Ma.

Quando una cosa ti piace ci fai attenzione. Quando una cosa ti piace, quando la ami, le dedichi tempo. Vuoi essere presente in ogni estatico istante.

Mangiare troppo non porta all’estasi. Porta al gonfiore e alla flatulenza, ti fa male al punto di impedirti di pensare ad altro se non a quanto sei sazia. Non è amore, è sofferenza.

Le donne si rivolgono al cibo anche se non hanno fame perché sono affamate di qualcosa cui non sanno dare un nome.

E con quest’ultima citazione introduco l’ultimo libro, che descrive molti tipi di fame, ci insegna a riconoscerne le differenze per nutrirle nel modo più adeguato.

Ultimamente ho parlato spesso di Mindful eating, di come essere consapevoli del momento presente aiuti a connettersi con la propria fame e a stare con le emozioni senza sentire la necessità di risolverle o di reagire ad esse. Tanto ancora ci sarà da dire ma a questo punto voglio lasciarvi con una frase conclusiva che non chiude il discorso, piuttosto lo apre.

La scrive Jan Chozen Bays :

Auguro a noi tutti di liberarci da ansie e paure legate al mangiare. Di provare agio e soddisfazione. Di provare appagamento mentre nutriamo il nostro prezioso corpo e la nostra preziosa mente. Possano i nostri cuori essere felici e appagati mentre percorriamo il sentiero del risveglio.

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