Emozioni

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EMOTIONAL EATING: PER INIZIARE…

Quando le persone mi raccontano la loro storia alimentare, quando mi parlano del loro rapporto con il cibo o dell’effetto che le scelte alimentari hanno avuto sul loro corpo, mi confermano, senza esserne consapevoli, che non è una questione di peso! Se mangiare troppo è un modo per tacitare l’ebollizione della nostra personale lava emotiva, per sopravvivere alla noia di una quotidianità che non ci soddisfa, se è una compulsione grazie alla quale abbiamo superato una parte drammatica della nostra esistenza o un modo per punirsi per colpe immaginate, la dieta è un tentativo fallimentare di riprendere il controllo. L’illusione di credere che la vita un giorno sarà diversa dalla giornata appena trascorsa. L’idea che cambiare il numero impresso sulla bilancia porterà con sé una leggerezza che imprigionerà in una bolla di sapone tutte le angosce fino a farle scomparire. E’ la magia del “quando diventerò magra…” che allontana da…

PRENDERSI CURA

Ho appena trascorso un nutriente weekend di crescita personale con donne meravigliose. Sono stata accarezzata da una tramontana consolatoria e risucchiata da parole cicloniche. Il timore di essere inghiottita da un tritacarne e la consapevolezza che le uniche parti fatte a pezzetti erano le mie convinzioni limitanti, il bisogno di controllo e l’ansia da prestazione. Almeno in parte… In fondo ero a Monopoli, non ad Oz… Sono concetti per me ben presenti e confinati nella mia conquistata coscienza ma che forse espongo più di quanto non rivolgo a me stessa. E autoriferiti hanno un altro sapore. Il sapore nostalgico e amaro del ricordo; aggressivo e piccante del senso di rivalsa; il gusto dolce e triste del lasciar andare. “Lasciar andare” è stato uno dei temi trattati in questo retreat. “Arrendersi e lasciare andare”. E non solo. Cosa vuol dire per te lasciar andare? A cosa senti di esserti arresa e…

QUELLA INSANA ABITUDINE DI RIEMPIRE

Avete presente quando vi capita di trovare tempo a disposizione non precedentemente programmato? Non quello che sapevate già di avere, che avete ritagliato chirurgicamente nella vostra agenda, sapientemente programmato e in parte già pregustato. Quello completamente imprevisto. C’è un blocco dei computer e vi fanno uscire un’ora prima dall’ufficio. Andate a prendere i bambini a scuola e vi dicono che sono invitati a casa di un amico. Tutti quanti. Avete un appuntamento preso da tempo e quando arrivate hanno sbagliato orario e vi riceveranno dopo un’ora. In questo tempo a disposizione completamente inaspettato, quasi regalato, riuscite a stare con l’ebrezza della libertà? Riuscite a concedervi una pausa di dolce far niente, propria quella che spesso avete sognato ad occhi aperti? Avreste il coraggio di vederla scorrere e sprecarla con il profumo dell’aria, una bibita fresca o una lenta e consapevole passeggiata senza meta? (Flaner con l’accento ^ sulla a, direbbero…

QUANTE FAMI HAI?

Chi ha un rapporto particolare e contrastante con il cibo, fatto di periodi di amore e odio, si ritrova spesso a fare i conti con sentimenti contrastanti rispetto alla naturale sensazione di fame. Riusciamo veramente a conoscere e a capire cos’è la fame? Sappiamo cogliere la differenza tra la voglia, il desiderio di mangiare e il bisogno di farlo? Il concetto di desiderio si distingue da quello di bisogno per la non essenzialità dell’appagamento: chi desidera è già nella sua interezza, anche se appagando il desiderio si arricchisce; mentre chi ha bisogno si sente in uno stato di precarietà, di pericolo, a rischio di soccombere. Il desiderio prevede una maggiore capacità di reggere l’eventuale frustrazione, una possibilità maggiore di mediare con le risorse al momento disponibili, un’apertura a soluzioni creative; il bisogno parla un linguaggio più urgente e disperato, un vissuto sull’onda dell’emergenza, senza spazi di mediazione. Il bisogno dispone…

CAVALCARE L’ONDA

L’immagine di un’onda è una metafora per indicare l’esperienza che si ha quando uno è preso da un’emozione e nota una forte spinta ad agire coerentemente con lo stato emotivo. Le persone che si abbuffano, nel BED, nella Bulimia, o anche in assenza di un disturbo dell’alimentazione e della nutrizione conclamato, provano spesso emozioni che non sanno gestire adeguatamente. Imparare a “cavalcare l’onda” vuol dire acquisire ed applicare strategie per gestire gli stati emotivi forti senza tentare di vincerli o soffocarli. Non è possibile eliminare le emozioni negative così come non è utile differenziare gli stati d’animo come buoni o cattivi. I sentimenti dolorosi e difficili da accettare non possono mai essere completamente evitati e giudicare un’emozione può essere importante solo al fine di comprenderne l’impatto su di sé. Gli eventi stimolo di solito innescano le emozioni attraverso due modalità: un modo diretto, che stimola la risposta emotiva senza che…

L’IO OBESO

Non so esattamente quanti pantaloni ho nell’armadio.  Non molti, rispetto al resto. Sopratutto jeans. Molti sono veramente datati… Preferisco comprare vestiti. Non stringono, sono più comprensivi. Forse per questo risultano più femminili. Ci sono ragazze che con un jeans e una scarpa col tacco a stiletto potrebbero partecipare ad una cerimonia. Io ho sempre la sensazione di essere vestita per portare il cane al parco, pur non avendo ancora una cane… Questione di stile! Con i pantaloni non è possibile mentire. Se non si allacciano non c’è scusa.  Scegliere la taglia da provare è un dilemma amletico, una scommessa con se stessi.  Per aggirare la preoccupazione legata all’acquisto in pubblico ho lentamente optato per lo shopping on line. Prevalentemente marche conosciute per non fare pasticci con le misure. Il problema è che sono sempre tentata di scegliere modelli più grandi, larghi, comodi, esagerati.  La consapevolezza conquistata negli anni mi impedisce di…

LA FAME DI FUMO

Troppo poco per sentirmi fuori pericolo. Abbastanza per capire che è possibile.   Il 9 gennaio, seguendo la mia vision board e la conseguente wishlist del 2019, ho smesso di fumare: da quel giorno non ne ho più toccata una. Anche se ho sognato più volte di farlo. Nel sonno l’ho sognato. Ad occhi aperti l’ho desiderato ma più intensamente l’ho temuto. E non l’ho fatto. La mia storia di fumo inizia da adolescente e ha avuto poche pause. L’ultima però è durata 5 anni, sospesa da un momento in cui pensavo di controllare il vizio, in cui poteva essere diverso. Io potevo essere diversa e decidere di fumarne una ogni tanto. Mi piacerebbe essere una social smoker! Ma le sigarette non sono come il cibo: non è possibile fare pace con loro. Non è giusto sprecare energie pensando che lo sia. Le sigarette non costituiscono  un piacere nutriente, qualcosa che…

PUNTUALIZZARE IL COUNSELING

Il counselor non è un terapeuta e la persona che gli si rivolge non è un paziente.  Si chiama counseling ma nessuno elargisce consigli: limitano l’autonomia e mettono le persone in condizione di inferiorità. Cosa intendiamo per counseling? Non siamo riusciti ancora ad assorbire completamente l’ubiquitaria e costante presenza dello psicologo, non abbiamo ancora chiara la differenza tra psicoterapeuta e psicanalista e c’è forse ancora qualcuno che non li distingue dallo psichiatra.  C’era veramente bisogno di dar voce ad un’altra categoria di esperti della felicità altrui?  La domanda chiaramente provocatoria mi consente di provare a liberare dalla diffidenza quanti guardano con titubanza e sospetto al counseling. Il processo, il percorso o la relazione di counseling sono una strada possibile verso un’attenzione e una cura profonda e consapevole dell’esistenza che ciascuno di noi si trova a condurre ogni giorno. E’ un momento di ricerca, di scoperta e accettazione della propria unicità che permette di trovare in…

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