ATTO DI VOLONTA’

Per chi ha provato, una o più volte, a seguire un regime dietetico dimagrante senza ottenere il successo sperato.
Per le ragazze che si sono ripromesse migliaia di volte di andare regolarmente in palestra o di correre tre volte la settimana per poi ripiegare su attività che non contemplavano un dispendio calorico.
Per tutte le donne che hanno ripreso in poco tempo i chili duramente persi con fatica e umore nero.
Per tutte le persone che si sono dette o si sono sentite dire: non hai abbastanza volontà.
Mi chiedo, per tutte loro e anche per me: ma cos’è la forza di volontà? 
Una disciplina che rende possibile l’auto-tortura senza sentire dolore? 
Una potenza che nasce da una scintilla e cresce dentro pochi eletti rendendoli razionalmente privi di istintualità? 
Una dote magica portata in dono dagli dei per introdurre un contacalorie sottocutaneo e dimenticare che si mangia anche per piacere? 
Si può comprare su amazon o su ebay? 
Se fino ad ora non ho ottenuto il peso che avrei desiderato (torneremo anche sulla differenza tra peso ideale, idealizzato e peso reale) mi convinco di non avere forza di volontà.
La conseguenza di questa errata presa di coscienza è la triste consapevolezza di essere condannati a vita: “Non riuscirò mai a portare a termine la dieta che mi consentirà di perdere due taglie regalandomi una vita di successo e felicità, di uomini innamorati e devoti e proposte di lavoro come se piovesse”.
Ma se veramente ero alla toilette quando consegnavano dosi massicce di forza di volontà, come ho fatto a terminare gli studi, prendere una laurea, corsi di specializzazione, storie d’amore, figli, lavoro, promozioni, amici, famiglia, impegni… 
Proviamo a modificare il concetto di volontà!
“La Volontà è la capacità di un organismo di funzionare liberamente secondo la sua natura intrinseca anziché sotto la coazione di forze estranee. Insomma: possiamo lasciarci determinare da fattori estranei o dai nostri stessi condizionamenti; o andare avanti semplicemente per forza d’abitudine, mettendo il “pilota automatico”; oppure possiamo scoprire in noi stessi la facoltà di scegliere, di dirigere, di essere causa: e questa è la volontà.”(P.Ferrucci)
Quando si sostiene di non possedere forza di volontà perché una dieta dimagrante è stata interrotta dopo solo 3 settimane o perché l’abbonamento della palestra giace sepolto in un cassetto da mesi, si fa riferimento alla concezione vittoriana della volontà: qualcosa di severo che proibisce e reprime, che agisce contro gli impulsi della personalità per forzare la realizzazione dei propri scopi.
Al contrario la volontà necessita di essere vissuta attraverso la sua funzione direttiva e regolatrice: è la volontà infatti che rimette in equilibrio ed utilizza costruttivamente tutte le altre attività ed energie dell’essere umano senza reprimerne nessuna.
Non possiamo auto-imporci un comportamento che non può essere funzionale al nostro benessere e provare frustrazione per non essere riusciti a perseguirlo. 
Sarebbe meglio imparare ad ascoltarsi e diventare consapevoli di quale sia realmente il cambiamento migliore al quale possiamo auspicare per poi seguirlo attraverso una volontà che dirige la strada.
Non impone un comportamento.
La volontà si può sperimentare, provare, quasi assaggiare. Come? Qualsiasi azione può essere trasformata in esercizio di volontà. Ad esempio:
  • Fate qualcosa che non avete mai fatto. (A tal proposito suggerisco di leggere il libro di Chiara Gamberale, Per dieci minuti)  
  • Continuate a fare quello che state facendo per cinque minuti, anche se siete stanchi o se vi sentite inquieti o vi è venuta voglia di fare qualcos’altro.
  • Dite di no quando è giusto dire di no ma più facile dire di si.
  • Di fronte a una scelta di poca importanza, decidete immediatamente, lasciando da parte qualsiasi esitazione.
  • Agite contrariamente ad ogni aspettativa.
  • Comportatevi per una volta come se non ci fosse nessuno intorno a voi che potrebbe dire o pensare qualcosa in merito.
  • Eliminate qualcosa di superfluo dalla vostra vita.
  • Posponete un’azione che preferireste intraprendere subito.
  • Incominciate subito un’azione che, per paura o pigrizia, preferireste posporre.
  • Fate qualcosa di cui avete un po’ paura.
  • Programmatevi almeno tre delle cose scritte sopra: una per giugno, una per luglio e una per agosto. Scegliete anche il giorno o la settimana entro cui dovrà essere fatta: la visualizzazione dell’evento e la precisione nell’immaginarlo ne aiutano l’attuazione più di quanto possiate immaginare!

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