CIBOMANIA

Difendersi dal potere ingrassante del cibo e scegliere con cura le calorie e i nutrienti da ingerire può essere tanto ossessivo quanto l’abitudine di curare tutte le proprie ferite con la cioccolata!

Se sei un’appassionata della buona tavola e scegli solo mozzarella Dop o se il piacere di mangiare ha ormai lasciato il posto alla ricerca della salute, il rischio di restare intrappolata tra le maglie amare della cibomania è comunque molto alto.

Ma perché è diventato così difficile mangiare?

E’ davvero necessario interrogarsi così tanto sulla numero magico della farina, condannare senza appello la panna montata e stabilire che i lamponi freddi sono la forma di godimento più in voga per l’estate?

Quale sicurezza vogliamo soddisfare attraverso il cibo?

Dopo la fame emotiva dovremo curare anche l’ossessione selettiva?

Ogni volta che decidiamo di iniziare una dieta ci facciamo una promessa, spesso illusoria ma pur sempre un patto, che ci permette di alimentare le speranze verso un domani migliore.

Sentiamo che la possibilità di rinunciare, evitare, controllare ci aiuterà ad avere maggior padronanza anche di altri aspetti della nostra vita: iniziando finalmente a scegliere il cibo come forma di sostentamento per sopravvivere ed essere in salute, e non per coccolare le insicurezza o addolcire giornate difficili, anche le relazioni, il lavoro e le amicizie saranno finalmente governate dal ritrovato equilibrio.

E tutte le nostre paturnie saranno finalmente domate!

L’antropologo Marino Niola definisce homo dieteticus colui che si trova in balia delle proprie paure e non ha altra risorsa per esorcizzare i fantasmi dell’incertezza se non quella di puntare tutto sul proprio corpo nell’illusione che mangiare, muoversi e apparire in un modo deciso a tavolino possa aiutare ad ottenere un equilibrio altrimenti impossibile.

Per questo è importante che il corpo si avvicini all’ideale di perfezione: magro, scattante, performante. Come se questo fosse realmente sempre possibile. Se il corpo rispondesse alla nostra volontà con la sola imposizione della forchetta!

Il sottile confine che separa l’attenzione verso se stessi dall’ossessione verso ciò che può essere migliorato e ottimizzato, per certi versi aggiustato, rischia di farci vivere perennemente in conflitto con quello che siamo nel presente e riversare nel futuro il sogno di un benessere a partire dal quale potremmo iniziare ad essere felici.

Come fare quindi per riabbracciare oggi il nostro potere di scelta e conciliare salute e piacere, cura di sé e pizza margherita, movimento e passione?

Un tentativo potrebbe essere quello di fermarsi e tornare a se stessi. A quell’angolo che abbiamo tutti da qualche parte che non è mai ingrassato, non ha mai visto un reality sulla cucina e gode dei profumi che si sentono nelle scale dei condomini alle otto di sera.

L’ossessione per il cibo ci tiene spesso occupati e allontana la paura di guardarci dentro e scoprire chi siamo al di là di come vorremmo essere.

Quanta paura mi fa quella torta al cioccolato? Cosa vuol dire per me cedere? E se smettessi di aggiustarmi e mi accettassi così come sono sarei ancora io? Perché un buffet mi mette in crisi? Ho paura di non avere abbastanza? Sento forse che la vita non mi sta dando abbastanza?

Sono domande difficili da porsi. Ma ancora più difficile e sicuramente faticoso è vivere in uno stato di perenne controllo per tenere a freno i nostri desideri e le nostre pulsioni.

Riprendere una relazione con il cibo basata sul piacere non vuol dire abbandonarsi alle compulsioni e finire svenuti e sporchi di briciole, ma vedere il cibo come un mezzo per tornare a se stessi.

Scegliere, sentire, assaporare, gustare. Il cibo come la vita.

Se domani potessi scegliere la tua spesa ideale, riempire il tuo carrello con tutto quello che desideri senza preoccuparti delle calorie, del giudizio degli altri, senza paura o dubbi, cosa metteresti dentro?

Cioccolata, vino rosso e leggerezza. Fragole, formaggio di capra e l’entusiasmo di un bambino al luna park. Mandorle salate, soffritto di cipolla e godere del presente.

Pomodori rossi, marmellata sul fuoco e risate che fanno venire il mal di pancia.

Compriamo ingredienti veri e cuciniamoci la vita che vorremmo!

E che il mese di giugno abbia inizio!

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