LA MIA DIETA

Quando 10 anni fa, dopo la nascita della mia prima figlia, ho deciso con impegno, speranza e terrore, che non avrei più iniziato una dieta in vita mia, volevo farla sentire più libera di quanto mi fossi sentita io da quando iniziano i miei ricordi di bambina rotonda.

Credetemi, ho seguito tantissime diete! Qualcuna più utile (-6kg), altre men0 (-2kg). Tutte alla lunga deludenti (+5kg, +7kg, +10kg!).

Ricordo ancora la volta in cui mi hanno prosciugato con saune e lettini riscaldati in un centro di dimagrimento nutrendomi con proteine di ogni tipo. 

Dopo 4 settimane: -7kg! Mi sentivo talmente soddisfatta che per festeggiare sono andata a comprare un nuovo, aderente e favoloso paio di jeans.

Dopo una settimana già non mi entrava più.

Non vi dico dopo un mese quando la bilancia mi ha rimproverato: i kg da perdere per indossare i  miei jeans ‘nuovi’ ora erano 9!!! 

Ma tanto la colpa era sempre mia.

Non avevo abbastanza forza di volontà, ero debole, troppo golosa, poco determinata…

Ma la vergogna non scatena nessun meccanismo positivo, quindi ogni volta ricadevo nel tranello di riprovare una nuova dieta in cui riponevo tutte le speranze rimaste, in un circolo vizioso che ho interrotto quando il gioco non era più solo mio. 

Mia figlia era venuta al mondo e avrebbe guardato me per imparare. Anche a conoscere il cibo.

Io avevo imparato da mia madre che si poteva stare a dieta o mangiare tutto. 

Ma proprio tutto.

Guardandomi allo specchio con lei in braccio ho deciso che la parola ‘dieta’ avrebbe significato solo mangiare in bianco nei giorni in cui non stai bene. 

Sapevo poco di counseling e meno ancora di quanto può essere utile nel rapporto con se stessi e con il cibo, ma avevo intuito che crescere con modelli femminili che si autopuniscono, con regimi alimentari asettici e crudeli in nome di una corporeità che probabilmente non si raggiungerà mai, è una silenziosa ma potente schiavitù.

Non so se tutte queste consapevolezze renderanno le mie figlie più felici. Non è semplice per me uscire da schemi che mi hanno accompagnato per gran parte della vita. Per ora non sanno cosa sia una dieta e non mi hanno mai sentito dire che voglio o che devo dimagrire.

E quando escono da scuola prepariamo una torta al cioccolato per le amiche che vengono domani.

 

Vi lascio con questa frase: 

 “Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere” (Gandhi)

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