LA VIA PER LA CREATIVITA’

Ho concluso ieri un percorso di 12 settimane che aveva come obiettivo il risveglio della mia parte artistica e creativa.

Ero un po’ scettica all’inizio perché nella mia ‘TO DO LIST’ quotidiana 10 esercizi a settimana erano (o credevo sarebbero stati) difficile da inserire. Ma il libro in oggetto era indicato nella lista dei fondamentali del mio Master in coaching e il mio lato da alunna modello non mi ha dato scampo: il secondo indicato sarà il secondo da leggere!

E così è stato.

Si intitola La via dell’artista ed è stato scritto da Julia Cameron, giornalista, regista, sceneggiatrice e produttrice a Hollywood per molti anni (e moglie di Martin Scorzese).

L’obiettivo dell’autrice è quello di risvegliare la nostra parte creativa, dare spazio al bambino che è dentro di noi e superare le minacce del nostro censore interno per uscire dalle eccessive doverizzazioni della vita quotidiana e riscoprire il potere trasformativo della spontaneità.

Il suo corso nasce come esperienza residenziale di dodici settimane per artisti, scrittori, attori, sceneggiatori o altro, vittime di vuoti creativi.

Prima di iniziare a leggere mi sono posta domande legittime pur se vagamente pregiudizievoli: per una persona che non riveste nella propria vita un ruolo creativo, che non lavora a diretto contatto con l’arte, che non deve produrre idee da inventare, a cosa può mai servire riscoprire la creatività? Io sono una persona creativa? Da cosa posso capirlo? E se non credo di esserlo, perdo qualcosa? E’ possibile allenarsi per essere più creativi o si tratta di una dote con cui si nasce come gli occhi azzurri, l’orecchio assoluto o il metabolismo simpatico? E inoltre, scrivendo in un blog che ho chiamato Morbida come Burro, la creatività può aiutare a migliorare il nostro rapporto con il cibo?

L’immaginazione creativa è riconosciuta come il mezzo per arrivare ad intuizioni geniali. Tuttavia esistono comportamenti virtuosi che stimolano l’eureka di Archimede: impegno costante, fiducia in sé, apertura al nuovo e aria fresca a cui lasciar spazio possono essere piccole strategie per giungere alla riscoperta di una parte di noi stessi che abbiamo rinchiuso per mancanza di tempo, giustificati dagli impegni o dalla mancanza di autorizzazione per ciò che percepiamo come poco produttivo. Secondo la Cameron le affermazioni positive, i sogni blindati nei cassetti e il decluttering di cose e persone può esserci utile!

Da piccola non amavo molto disegnare o colorare, almeno non quanto mi piacevano i foglie i colori. Se mi interrogo sul mio lato creativo a sei anni mi viene in mente quando restavo a dormire a casa di un’amica di famiglia e, per non disturbare, aspettavo che tutti si svegliassero prima di uscire dalla stanza. Mi mettevo a giocare con tutto quello che trovavo inventando storie al limite tra la telenovela e l’avventura! I personaggi potevano essere penne, pantofole o soprammobili: tutti potevano avere un ruolo di primo piano. Io utilizzavo tantissime parole e un tono basso basso. Mi sentivo in una bolla di tranquillità!

Per il ricordo creativo successivo devo saltare una decina d’anni e ritrovarmi a gambe incrociate seduta sulla sabbia, mentre disegno con una matita le villette in stile liberty del lungomare di Porto San Giorgio. Walkman alle orecchie e la pace intorno. Incurante del tempo che passa, del giudizio degli altri, del peso del corpo e delle responsabilità.

Per riscoprire la propria parte creativa è importante lasciar andare. In particolare soffiare via il perfezionismo, l’invia nei confronti dei successi degli altri e il timore delle critiche.

A questo proposito è stato particolarmente divertente un esercizio. Fare una lista di cose che inizia per: “Se non dovessi farlo perfettamente proverei a…”

Ci sono anche tantissimi suggerimenti (per i più bisognosi di pronto soccorso creativo!):

  • Recitare un monologo comico
  • Fare un corso di danza moderna
  • Andare in canoa
  • Studiare il tedesco
  • Disegnare
  • Fare un giro sui pattini
  • Tingermi di biondo i capelli
  • Mettere un rossetto rosso fuoco
  • Frequentare una scuola di sartoria
  • Scrivere un racconto
  • Leggere le mie poesie in pubblico
  • Partire in solitudine
  • Imparare a fare fotografie

Un po’ la versione tecnica di Per dieci minuti di Chiara Gamberale.

Ma spesso nella vita accade qualcosa per cui riteniamo inopportuno dedicarci ad attività che non abbiano una finalità concreta. Non solo lavorativa o familiare, ma anche socialmente accettata o condivisa. Mi spiego: andare al cinema, a teatro, ad una mostra sono situazioni artisticamente encomiabili che ci danno strumenti legittimi con cui condividere la creatività degli altri. Ma troviamo una perdita di tempo colorare un mandala, intrecciare fiori o passeggiare in un negozio di chincaglierie per il solo gusto di farlo.

Abbiamo dimenticato l’espressione di noi stessi che si cela dietro all’atto creativo che ci autorizziamo a compiere. Dal momento che la creatività è così legata al bambino che siamo stati, è utile ritornare a cosa ci piaceva fare in passato per ritrovare un filo da tirare oggi per vedere cosa si dipana. Quindi si, anche io sono stata creativa!

Mrs Cameron presenta un percorso in dodici tappe in cui ogni settimana recuperare una qualità fondamentale della nostra esistenza grazie alla quale dare vita al processo creativo:

  • sicurezza
  • identità
  • potere
  • integrità
  • speranza
  • abbondanza
  • contatto
  • forza
  • compassione
  • protezione di se stessi
  • autonomia
  • fede

All’inizio ho pensato fosse troppo faticoso, poi mi sono ricordata le diete iperproteiche fatte nella mia vita e ho capito che potevo sopravvivere anche a questo.

Ammettere di essere riuscita a recuperare tutte le qualità sopra descritte mi fa sorridere di tenerezza, ma le ho esplorate, pensate e sentite. E qualcosa si muove sempre.

E’ stato un bel viaggio che si è concluso con due quaderni pieni in cui ho scritto regolarmente (anche se non ossessivamente) le pagine del mattino, un appuntamento con l’artista, che lei consiglia settimanale ma piuttosto che niente meglio piuttosto, in cui mi sono presa del tempo per nutrire la mia fame degli occhi e tanti esercizi con cui ho esplorato desideri e pregiudizi.

In fondo ho capito che anche questo blog nasce da un progetto creativo: vivere il cibo in un modo diverso, ritrovare sapori elementari come il piacere del gusto, prendersi il giusto tempo per sentire la dolcezza o la sapidità di quello che ci portiamo alle labbra. Accettare il proprio corpo con il desiderio di migliorarci senza essere bloccati da un’idea irreale di perfezione che non ci permette nemmeno di iniziare un cammino di consapevolezza.

La creatività per me è una spinta verso la libertà. Trovare nuovi significati da attribuire agli eventi della vita, cambiare percezione e sentirmi capace di considerare le mie responsabilità senza considerarle delle catene che mi impediscono di fare altro. Non siamo sempre liberi da: un mutuo, un lavoro noioso con cui pagare l’affitto, dei figli che richiedono le nostre attenzioni quotidiane, il tempo da dedicare agli altri che ne lascia poco per noi. Ma è importante ritrovare la creatività di essere liberi di: mangiare una pizza senza sentirsi in colpa, indossare un rossetto di prima mattina, dire qualche ‘no’ in più per avere il tempo di fare una passeggiata e sentire il profumo della primavera al tramonto, avere 5 kg in più e tenerseli perché difficilmente saranno quelli a fare la differenza.

Concludo come la Cameron, con Le Parole Giuste

Vorrei prendere il linguaggio con le dita
e piegare le parole come una pezza fresca inumidita
Sulla vostra fronte adagerei il mio messaggio.
Legherei parole ai vostri polsi come tanti braccialetti.
Vi direbbero: <<Lì, guarda lì>> o qualcosa di meglio.
Chiederei loro di mormorarvi: <<Taci, non c'è niente che non va>>.
E nel buio della notte, accompagnarvi.
Vorrei prendere il linguaggio con le mani
e con esso lenire e rinfrescare dove la febbre brucia,
dove la febbre vi istiga contro voi stessi.
Vorrei prendere il linguaggio 
e curare le parole che lasciano ferite
e alle quali non sapete dare un nome.

J.C.

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