ALLEATI E NEMICI

Circa un anno fa ho iniziato il Master in Coaching.

Desideravo conoscere esercizi e strumenti che mi avrebbero aiutato ad essere utile a tutte le donne che hanno una relazione difficile con il cibo, con il proprio corpo, con la bilancia. Con sé stesse e quello che sono. Con quello che vorrebbero essere o quantomeno come vorrebbero apparire agli altri.

Volevo nuove competenze per modellare quello che già sapevo sui singoli casi in modo preciso e delicato. Avevo bisogno di sapere.

Ho sempre bisogno di saperne di più. Credo sia diventata la mia fame principale.

Oggi posso dire che questo percorso mi ha dato tutto quello che cercavo insieme ad altro di cui non avevo coscienza: pianificazione, gratitudine, vulnerabilità. Concetti pratici che sono diventati progetti e come tali sono stati integrati nella mia vita.

Ho scoperto che la parte fondamentale della pianificazione è saper inserire nella mia scheda anche quello che mi serve veramente, i progetti di cui avevo paura, gli impegni che mi strappano via dalla nostra zona di comfort, i momenti dedicati a me stessa e al silenzio. Prevedere e trovare tempo da mettere in agenda per i miei bisogni profondi ha voluto dire guardarli in faccia e riconoscerli. Esserne la prima responsabile. Per trovare nuovi spazi, inserire rinfrescanti priorità ho dovuto togliere qualcosa, tagliare qualche ramo, rendermi conto di cosa non mi dava più energia e soprattutto di cosa (o di chi) me la toglieva. E ho scelto. Perché la responsabilità porta alla libertà!

Prova a partire da ciò che ti piace e ti fa sorridere se immaginato ad occhi chiusi, concentrati su almeno 25 desideri: cose che vorresti fare ma non trovi mai l’occasione adatta, il momento giusto. Mettine uno in agenda entro le prossime due settimane e preparati per tempo all’appuntamento con te stessa.

La gratitudine mi appartiene. La conosco , la pratico e ne raccolgo i frutti.

Scrivere ogni giorno almeno 5 cose di cui essere grati stimola il pensiero positivo e alleggerisce l’animo di chi è abituato a ruminare sui propri pensieri negativi, chi parla DI persone e non CON le persone. Chi ama discutere delle vite altrui per paura di guardare in faccia la propria e scoprire che ci sarebbe tanto da fare…

Il concetto di vulnerabilità è legato al rapporto con il corpo e con il cibo più di quanto sospettassi. L’ho scoperto grazie ad una mia coachee (si chiamano così le persone che decidono di intraprendere un percorso di coaching) che un giorno mi ha detto che la sensazione di essere sovrappeso la faceva sentire vulnerabile perché rischiava di apparire agli altri come una persona che non sa controllarsi fino in fondo. E questo la faceva sentire debole ed esposta.

Brené Brown ci insegna che non c’è coraggio senza vulnerabilità.

Ed io ho capito che spesso il nemico da combattere non è il proprio peso o la propria fame ma questo tanto osannato controllo: controllo di quello che mangio, controllo le emozioni che provo, controllo la vita che vivo, controllo i miei desideri. E quando scoprirò che questo non mi aiuta a sentirmi felice, ad alleggerire il peso che mi porto dentro, allora provo a controllare la vita degli altri e a giudicare chi vive con regole meno rigide delle mie.

Il bisogno di controllare tutto ciò che ci circonda toglie spazio alla vita, all’imprevisto, alla sorpresa, allo stupore.

Il sogno del controllo è quello che ci induce a perderlo. E perdere completamente la regia della nostra vita è altrettanto pericoloso!

Imparare ad avere rispetto per ciò che sono mi ha insegnato a conoscere quello che è giusto o sbagliato per me e a scegliere più che controllare. Apprezzare e gustare anziché resistere. Accettare per migliorare anziché vivere lottando contro qualcosa: un idea, una torta, una piega sulla pelle.

Ti suggerisco di guardare su Netflix l’intervento di Brené Brown sul coraggio o di ascoltare uno dei suoi TED su youtube!

E ti consiglio di prestare attenzione alle manie di controllo, a tutte le volte che qualcosa non va come deve andare, che ti dai regole su cosa mangiare o non mangiare, sull’esercizio da fare e sulle volte che dovresti uscire a correre o a camminare. Sugli obiettivi che costantemente ti fissi ma che non riesci a portare a termine dando la colpa alla tua mancanza di controllo. Prova a pensare: e se non fosse veramente questo quello che desideri? Se il vero nemico fosse il guinzaglio che cerchi di metterti senza aver preso prima coscienza di chi sei e di chi ti piacerebbe essere? La vita che stai vivendo è disegnata su di te o su quello che senti sia giusto e appropriato?

Prima di darti nuove regole e di tentare di controllare in modo rigido la tua fame e il tuo peso, rifletti su queste domande.

Poi ringrazia te stessa per i traguardi raggiunti, immagina cosa ti piacerebbe ancora e pianifica con coraggio e fiducia i prossimi passi!

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