LISTE E DESIDERI

Quando inizia il mese di novembre una gioia ridicola e fanciullesca mi pervade. Sono una di quelle che iniziano a pensare al Natale già agli inizi di ottobre ma non lo dichiara apertamente. Ora che i fantasmi e i mostri si sono ritirati e che i primi freddi hanno ufficialmente congelato il mio naso posso tirare fuori la sciarpa di lana morbida e preparare le mie liste di fine anno.

Pianificazione delle attività, cene da organizzare, regali da pensare, l’albero da tirare fuori dalla cantina e le ricette da provare per la Festa del Ringraziamento (data entro la quale non addobbare l’abete sarebbe imperdonabile).

Film da vedere, musica da selezionare come colonna sonora per feste e saluti.

Qualcuno sarebbe già stanco e angosciato ma a me tutto ciò da una carica favolosa.

Ho letto vari articoli secondo cui iniziare i festeggiamenti natalizi molto tempo prima indica un temperamento gioioso e un tono dell’umore tendenzialmente più alto. Ma io lo sapevo già… Quello che ignoravo fino a qualche mese fa era l’imperdibile risorsa delle TO DO LIST e l’estrema soddisfazione nell’evidenziare passo dopo passo quello che si è portato a termine!

Badate bene, non sto parlando soltanto di elenchi di responsabilità e di noiose incombenze quotidiane che vorremmo delegare con un colpo di bacchetta magica, ma le liste che derivano da desideri e progetti che solo se spacchettati e messi nero su bianco possono prendere forma. Quando si prospetta la quotidianità in questo modo cambia anche la prospettiva.

Non DEVO andare in tintoria per ritirare le noiose camicie stirate, vado a prendere le camicie che per fortuna qualcuno ha stirato al posto mio!

Non riordino casa perché nessuno lo farebbe al mio posto, approfitto del disordine per fare decluttering, togliere di mezzo cose e oggetti inutilmente accumulati e faccio passare energia!

Vedete che effetto mi fa novembre? Trovo positivo anche quello che a gennaio probabilmente detesterò! Ma per ora va bene così…

Ho trovato anche i miei quadernini ideali: tre blocchi di pagine a righe, dove scrivo le cose quotidiane da fare, si alternano a fogli azzurri (cose da ricordare e da mettere prima o poi in lista), rosa (dove segno citazioni, frasi interessanti di libri che voglio ricordare) e verdi (varie ed eventuali). Sembro pazza ma sono solo organizzata!

Delle liste dei desideri da cui spesso parte la mia organizzazione amo:

  • Che mi permettono di non smettere mai di desiderare
  • sono modificabili fino all’ultimo momento, sono solo mie e nessuno ne giudica l’efficacia o il valore morale!
  • illimitate: nessuno si preoccuperà di soddisfarle completamente, quindi non diamo confini ai sogni;
  • ti permettono di capire cosa veramente fa la differenza quando ottieni qualcosa di desiderato con il cuore!

Al momento ne ho 15. in alcune ci sono fino a venti punti. Quella dei libri ne ha una cinquantina!

Quando ottengo qualcosa e la lista si riduce sento l’impulso di aggiungere qualcos’altro.

Nei siti più cool vengono chiamate Dream box.

E riempio anche quelle. Poi rivedo, cancello, aggiungo, ripenso. 

Attenzione maneggiare con cura, possono indurre dipendenza.

Un’amica una volta mi ha tentato con la versione da Smartphone ma sono durata pochissimo.

Forse costituiscono un modo efficace per sfogare il bisogno di razionalizzazione e incasellamento rassicurante. Ma se è una dipendenza innocua e anziché danneggiare aiuta, perché abbandonarla?

Lista per le cose da prendere il prossimo weekend a Porto San Giorgio

Lista della spesa per il Ringraziamento

Lista degli ingredienti per il ripieno del tacchino

Lista di quello che voglio comprare in occasione del Black Friday

Lista delle comunicazioni scuola-famiglia.

Lista dei post da scrivere fino a gennaio.

Lista dei corsi da terminare prima di acquistarne di nuovi.

Lista dei corsi da tenere il prossimo anno.

Lista dei libri da leggere e dei film da vedere.

Lista dei pagamenti.

Lista delle cose da fare entro Natale.

Lista aggiornata dei partecipanti al cenone di Capodanno.

Lista dei regali di Natale.

Lista delle persone da chiamare per gli auguri.

Lista dei buoni propositi per il prossimo anno.

Mi costa più fatica stare dietro l’inevitabile in modo istintivo e libero con il rischio di perdere dei pezzi o strutturare delle dichiarazioni d’intento nelle quali evidenziare di quante piccole cose è composta la giornata?

E se smettessi?

Finirei per dimenticare di ordinare i regali chiesti dalle mie figlie con conseguente rimprovero nei loro sguardi severi; lascerei per 97 giorni i maglioni in lavanderia dimenticando dove si trovano o resterei senza dentifricio ma probabilmente eviterei di riempire la giornata fino a sopravvalutare la quantità di compiti che è possibile svolgere in 180!

Poteri veramente vivere senza la lista della spesa???

No, mai.

Perché le liste sono un po’ come un riassunto continuo di tutto ciò che desidero, non solo di ciò che devo. Sono un elenco di speranze e vita quotidiana frullati insieme e rovesciati in un carrello della spesa…!

E allora?

Vi lascio con un esercizio: quando sentite che vi sta per prendere una smania da cibo, in uno di quei momenti di vaga ma riconoscibile insoddisfazione che vi conduce allo sportello dei biscotti in cucina o al distributore di grassi idrogenati e illusioni in ufficio, prendete carta e penna e scrivete la vostra lista: della spesa, delle emozioni, dei desideri nascosti o delle 100 cose che vorreste fare prima di morire!

Per ispirarvi vi lascio una delle mie preferite, quella di Chiara Gamberale in ‘Quattro etti di amore, grazie’

“Un litro di latte parzialmente scremato.

Uno intero.

Mezzo chilo di penne rigate.

Un barattolo di fiducia.

Due di marmellata alle ciliegie.

Un chilo di patate. Uno di illusioni.

Un arrosto d’infanzia  e uno di tacchino: da surgelare.

Due bustine di pietà, due di lievito, una serata diversa da tutte, un cespo di abitudini, uno di lattuga, il posto fisso, un tubetto di dentifricio ultrasbiancante, la sigaretta dopo il caffè, una telefonata lunga, il perché, sei rotoli di carta igienica, il weekend al mare, il telegiornale delle otto, una risata scema, qualche mandarino, la verità, però anche no, un flacone di ammorbidente, una confezione di preservativi, una di pannolini, lo yoga, tre pacchi di biscotti panna e cioccolato, un offerta speciale, il prezzemolo.

Serve davvero tutta questa roba alla gente che passa di qui?

Gli serve, certo: ma tanto non gli basta.E allora a che gli serve se non gli basta?

Boh.

Ecco, lo sapevo, ci risiamo.

Provo a essere gentile.

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