sovrappeso

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GIORNATA DEL FIOCCHETTO LILLA

Probabilmente se siete qui e state leggendo questo articolo è perché nella vostra vita c’è stato un momento, una pausa, lunga un mese o protratta per anni o tutta una vita in cui vi siete sentite fuori posto, fisicamente repulsive, eccessive, imperfette, brutte, detestabili.  In una parola? Grasse! Molte ne saranno uscite vittoriose. Altre credono di dover ancora dimostrare qualcosa. Qualcuna aspetta ancora di dimagrire per iniziare a vivere, senza riflettere su quanta strada è stata fatta fin’ora. Quando ero piccola ricordo ancora la speranza di leggere negli occhi degli altri un apprezzamento: io ero l’amica sovrappeso, quella intelligente ma che non si alzava mai da tavola, quella che camminava mentre gli altri correvano, come se la calma fosse un delitto. Da piccolo ti mettono tutti fretta, poi cresci e fai yoga per ritrovare la pace. Io la pace ce l’avevo dentro. Ero una bambina tranquilla. Educata, brava, generosa, capricciosa…

MAMMA CHE COSCE

“Mamma, che cosce!” L’idea che una donna possa essere soggetto di un complimento spensierato e cortese, che ricorda tanto i film degli anni ’50 con bei ragazzotti in vespa per le strade di una Roma affascinante, vitale e piena di speranze regala un sospiro al titolo di questo post. Tornando bruscamente alla realtà sappiamo invece che ‘Mamma’ non sta per ‘Accidenti’, o ‘Mamma mia’, ‘Accipicchia’ o ‘Ammazza’ (quest’ultimo vagamente tamarro ma sempre d’effetto). L’esclamazione è un grido di terrore e ‘Mamma’ sta per ‘madre che mi hai generato così imperfetta e difettosa e che ora devi riparare ai danni causati dai geni sbagliati con cui mi hai ingabbiato’, detto da una figlia adolescente che vede le sue cosce e le scambia per due prosciutti. L’oggetto dell’aspra critica può cambiare (pancia, glutei, fianchi, braccia) ma la sostanza resta la stessa: la nostra ‘bambina’ non si piace e vorrebbe aiuto per capire…

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